Era il 2013 quando il pubblico italiano conobbe le prime quattordici tele di Mujeres que leen (“Ana”, “Blanca”, “Carmen”, “Dolores”, “Esther”, “Francisca”, “Gloria”, “Helena”, “Isabel”, “Julia”, “Laura”, “Margarita”, “Nora”, “Úrsula e Amaranta”).
Queste opere vennero presentate per la prima volta in una mostra d’arte che celebrava i 35 anni di carriera artistica di Cinzia, dal titolo Leggere, infinito presente.
Il filo narrativo della mostra ruotava attorno alle posture, ai luoghi della lettura e agli spazi fisici e mentali che avevano come protagoniste le donne. La pittrice vi rendeva omaggio alle proprie letture e agli autori prediletti, intrecciando memoria personale e immaginario letterario. Da allora, l’esposizione ha continuato a vivere in diversi spazi culturali.
Così, a partire dal 2019, iniziai a sognare di trasformare queste opere in un libro. Mujeres que leen raccoglie 26 figure di lettrici: ognuna rappresenta un universo da esplorare e, al tempo stesso, ci invita a scoprire grandi autori. Non occorre contare gli anni che sono stati necessari per dar loro forma, dalla prima tela del 2012 (“Julie”) fino all’ultima del 2024 (“Querubina”): un’opera autentica trascende sempre il proprio tempo.
Leggendo Mujeres que leen si scopre come parole e immagini sappiano trascendere il tempo, rivelando il potere della metamorfosi nell’opera di un’artista che continua a creare e a reinventarsi.
Carmen Plaza A.
Direttrice artistica