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Lo Specchio di Tina

L’avventura di una donna, un’artista, una rivoluzionaria di bellezza e fascino straordinari, cittadina del mondo che consacrò la vita ad arte e rivoluzione.

Tina Modotti è nata a Udine nel 1896, da un’umile famiglia emigrata negli Stati Uniti nel 1913. La vita culturale e artistica in fermento a San Francisco, Los Angeles, Hollywood e a Città del Messico le dischiusero la via prima del teatro e del cinema, poi della fotografia.

Il matrimonio con il pittore e poeta Robo e la relazione con il fotografo Edward Weston stimolarono la sua creatività. Donna appassionata, si dedicò alla causa rivoluzionaria in Messico, lavorò per Soccorso rosso, combatté con le Brigate internazionali in Spagna.
Con il suo grande fascino fece innamorare di sé molti uomini e di molti divenne amica, frequentò Diego Rivera, Ernest Hemingway, John Dos Passos, Robert Capa. Morì in circostanze poco chiare a Città del Messico nel 1942.

Completano il volume un portfolio di immagini di Tina Modotti e un approfondimento sulla sua biografia e sul suo lavoro fotografico.

La bambina mascherata

Città nuova, casa nuova, persone nuove: per Emma non è facile ricominciare tutto da capo. Le manca tanto la sua migliore amica. E poi qui nessuno sembra accorgersi di lei, neanche fosse trasparente.

Forse una maschera la potrà aiutare a farsi notare da quel ragazzino vestito da Superman che passa tutti i giorni sfrecciando sul monopattino, per riuscire a rompere il ghiaccio…

Vietato l’ingresso

Quando i migranti eravamo noi. Tre storie coinvolgenti e attuali, per capire il nostro presente. “Un pallone dall’America” è un racconto divertente, con finale a sorpresa.

È arrivato il regalo dello zio che ora sta a Nuova York, uno strano pallone da futbol, che fa giocare in piazza tutti i ragazzi del paese.

Il violino di Auschwitz

Cicci ha tutto ciò che una ragazza possa desiderare: una vita bella e agiata, una famiglia che le vuole bene, tanti amici e una grande passione per la musica.
Ma è ebrea e durante la guerra tutto cambia. Le rimarrà solo il suo violino, da cui non si separerà a nessun costo.

Sarà proprio lui a raccontare, dopo un lungo silenzio, la lenta discesa di Cicci verso l’inferno del campo di concentramento di Auschwitz, dove sarà costretta a suonare per le SS. Scoprirà però che la musica rende liberi. Un racconto commovente tratto da una storia vera.

Il ripostiglio

Nicholas ha trovato una rana nella sua tazza di latte. Per nessun motivo vuole proseguire la colazione nonostante le insistenze della zia e dei cugini. Non è una sua ennesima invenzione: quella rana ce l’ha messa lui nella tazza! Il castigo arriva immediato e a Nicholas non è concessa la gita al mare con gli altri e non può entrare neanche nel giardino dell’uva spina.
Il suo scopo segreto però è quello di entrare nel ripostiglio, dove si trovano molti oggetti dimenticati e pieni di mistero…

Le mille e una notte

Non c’è libro al mondo più affascinante delle Mille una notte. Ma quanti lo conoscono nella sua versione originaria? Quanti hanno letto per davvero il libro più antico che per la prima volta ha catturato in un testo scritto arabo il grande fiume della narrazione orale da cui quelle storie traevano origine?

Ad accendere l’immaginazione restituendo quel mondo alle sue tinte originarie, liberate dalla patina posticcia dello sguardo orientalista, giunge in questa edizione il corredo di illustrazioni di Cinzia Ghigliano, che ci conduce nella magia delle notti arabe dei racconti di Shahrazad, a spiare da una finestra a gelosia incontri furtivi e ambienti segreti, alcove e hammam, giardini e cortili…

Grazie alla luce che si sprigiona da quei luoghi, si scorge il vero volto di un Oriente tanto spesso vagheggiato ma mai autenticamente compreso.

Io ti salverò

Halloween. Parigi. Cimitero dei cani. Notte di strani movimenti… Come ogni anno, uno di noi racconterà la sua storia. Questa volta è il mio turno. Dunque, sono nato durante la prima guerra mondiale, in Lorena. Non fosse stato per Duncan, un soldato americano, sarei morto di stenti. Finita la guerra, mi si era così affezionato che volle portarmi con sè, a Los Angeles. Ero bravo a fare gli esercizi che Duncan mi insegnava, e se ne accorsero anche quelli di Hollywood. Mi ci volle poco a diventare una star…

Lei. Vivian Maier

“Vivian era misteriosa. Portava camicie da uomo, imprecava in francese, conosceva a memoria tutti i racconti di O. Henry, camminava come un uccello. E così, come un trampoliere dalle lunghe gambe, ha attraversato il suo tempo fotografandolo.”

Premio Andersen 2016 – Miglior libro fatto ad arte